Negli ultimi tempi stanno assumendo una crescente rilevanza i buoni lavoro, uno strumento ideato per il pagamento del lavoro occasionale accessorio introdotto dalla Legge Biagi.
La normativa di riferimento è contenuta nella Legge n.133 del 2008 e nella Legge 33 del 2009, oltre che in alcune Circolari dell'Inps quali la numero 104 del 2008 (settore commercio, turismo, servizi), la 44 del 2009 (settore domestico) e la 76 del 2009 (impresa familiare).
I voucher rappresentano uno strumento innovativo volto a facilitare l'assunzione regolare di lavoratori impegnati per un periodo di tempo limitato, in particolari settori produttivi e subordinati a particolari tipologie di contratti che ora andiamo a illustrare.
Per tali forme di lavoro sono previste la copertura assicurativa attraverso l'INAIL e quella previdenziale attraverso l'INPS, di conseguenza sono i periodi di lavoro pienamente riconosciuti a fini pensionistici, pur non dando diritto a prestazioni a sostegno del reddito come assegni familiari, maternità e via dicendo.
Per quanto concerne i restanti settori produttivi il contratto accessorio può essere applicato solo a lavoratori che appartengono alle seguenti categorie:
I lavoratori che possono essere pagati tramite i buoni lavoro devono, inoltre, rientrare nei paramtetri fissati dal Governo, tra i quali ne ricordiamo alcuni. In particoalre i prestatori di lavoro occasione non possono superare la soglia di guadagno di 5.000 euro netti all'anno elargiti da un unico committente, limite che scende a 3.000 euro annui complessivi (e non più per singolo committente) quando il lavoratore beneficia già di prestazioni integrative o di sostegno al reddito.